Il risvolto contemplativo

Fin dal suo sorgere il Movimento ha scoperto e creduto in questa esigenza dell’uomo d’oggi. Finalità propria del Movimento è diffondere spiritualità contemplativa come spiritualità autenticamente cristiana e come spiritualità autenticamente laicale. La spiritualità contemplativa non è ricerca di eccentricità, né superficiale adesione a correnti di modernismo spirituale. È autentica risposta alla illuminazione dello Spirito Santo. Occorre imparare a contemplare nella rapidità del succedersi e del variare degli eventi. Occorre imparare a rispettare l’uomo come immagine di Dio e a stabilire con Dio rapporti di vita.

Nella dimensione contemplativa viene ribadito l’aspetto più determinante per una spiritualità adatta all’uomo che va incontro alla distruzione di sé e al totale fallimento di ogni sua aspirazione.

Ostacoli alla contemplazione:

  • La frenesia del commercio e una smisurata spinta produttiva stanno minacciando l’uomo.
  • Il consumismo sta accelerando il fenomeno dell’autodistruzione.
  • Lo scientismo tenta di offrire soluzioni immediate e facili a volte al di sopra o in contrasto con leggi particolari che toccano la vita degli uomini.
  • Il nichilismo, moda dilagante, produce indifferentismo e depressione e fa cadere l’uomo nell’autentico vuoto eliminando le basi della fede e della speranza.
  • La disoccupazione, morale e materiale, non sa offrire e non induce a riservare spazi per la riflessione e il lavoro.
  • La frenesia dell’azione, protesa ad inseguire sogni irrealizzabili, diventa, spesso, il substrato del terrorismo.
  • La depressione, male sempre più comune, succede al fallimento e al tramonto delle illusioni.

All’uomo moderno non manca nulla. Crede di avere raggiunto tutto e si ritiene unico arbitro e giudice in assoluto. L’uomo ha smarrito il senso del trascendente sostituendolo con il mondo del profitto, a dimensione sociale.
La sete profonda dell’uomo, è sete di autentica armonia, quella che genera quiete e pace. L’uomo ha bisogno di imparare a “trascendere”, ad uscire da sé per andare oltre le barriere della morte e della fame ed incontrare il Deus absconditus, vivo e palpitante nell’intimità ed interiorità del suo vivere.

Per orientarsi verso una spiritualità contemplativa il laico deve:

  • aprirsi ad alti valori, godere, gioire, sa scoprire il bello che lo circonda;
  • riempire il suo animo di luminoso ottimismo;
  • prodigarsi a beneficio di tutti;
  • accogliere ogni uomo con cordialità e amore;
  • accettare la vita con la fiduciosa attesa di un domani sempre migliore;
  • farsi presente con discrezione, attenzione, delicatezza senza mai mortificare nessuno;
  • comprendere ed amare, perdonare ed aiutare, sorridere ed alleggerire le altrui mancanze.

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