La visione antropologica

Il Movimento Vivere In propone come specifica meta antropologica la configurazione a Cristo, secondo la dottrina dell’apostolo Paolo: “Quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli” (Rm 8, 29).

L’ideale della configurazione coincide con il progetto di Dio che ha voluto l’uomo a sua immagine. La visione dell’uomo in Vivere In è collegata a quella di homo imago, imago Dei, imago Trinitatis. Ne segue che l’uomo, ogni uomo deve costituirsi voce, tempio, testimone di una realtà fatta di immagine visibile, resa concretezza, coerenza, trasparenza di
vita.

Vivere In crede e diffonde l’ideale dell’antropologia divinizzata. Si rifà alla certezza che Dio Amore ha immesso nell’uomo il germe della sua potenza: elemento costitutivo essenziale dell’uomo.

La divinizzazione non si riferisce soltanto alla sfera della spiritualità ma coinvolge la pienezza del vivere umano in tutte le sue caratteristiche, in tutti i suoi ambiti.

In questa visione antropologica dell’uomo, cadono tutti gli elementi delimitanti, condizionanti e mortificanti la vita. Cadono, soprattutto, le barriere che vincolano la giustizia, la verità e l’amore.

La impotenza della carne, le sofferenze del quotidiano vivere non devono rallentare o scoraggiare alcuno dall’adempiere tutti i doveri inerenti la sua identità e “missione”.

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