Mercoledì della Settimana Santa

Ti adoro albero ornato con la porpora regale: hai avuto il privilegio di toccare le membra tanto sante.

I vari episodi della passione di Gesù hanno sempre dell’incomprensibile. Occorrerebbe passarli tutti in rassegna per fermarsi a scoprire la grande stoltezza umana e l’infinito amore di Dio. Un’attenta analisi, fatta con quotidiano amore, aiuterebbe a stabilirsi nel rapporto di grazia continua. Fanno molto pensare i vari momenti che si succedettero subito dopo il tradimento di Giuda. Colpisce, innanzitutto, la fretta che tutti hanno di concludere una vicenda quasi cancellando ogni traccia. I giudizi dei vari tribunali si susseguono con ritmo veloce, come se non si dovesse perdere un solo attimo di tempo. Entrano in scena tutti i giudici: quelli religiosi, quelli politici e quelli militari. Apparentemente viene chiamata in causa la folla un po’ per discolparsi o far ricadere la colpa su qualcuno. La realtà, invece, è che si assiste alla frenesia della stoltezza o al compiersi della massima ingiustizia verificatasi in tutta la storia del genere umano. I nomi si rincorrono: Anna, Caifa, Erode, Pilato e tutti sono accomunati dalla follia. Poi gli eventi: l’accusa, la flagellazione, gli sputi, la corona di spine, la condanna, la uccisione… È la storia dell’accanimento della ingiustizia e della malvagità. Come mai e perché tutto questo? La risposta c’è ed è quella che Gesù stesso dà a Pietro quando gli dice di riporre la spada perché Egli avrebbe potuto chiamare le legioni degli angeli per difenderlo ed invece doveva compiersi la volontà del Padre. L’assurdo delle varie sequenze umane si ritrova nell’inconcepibile e, oseremmo anche dire umanamente, inafferrabile amore del Padre! I mondi sono tanto diversi e a noi non resta che ammirare l’amore divino mentre nella nostra mente si riaffaccia la domanda sulla logica di questo straordinario piano di amore. È chiaro che quel piano d’amore ci è convenuto altamente: da quell’ingiustizia umana è scaturita la immensità dell’amore divino. Ma come mai, oggi, dopo aver scoperto l’assurdità degli uomini, si continua a non credere in Gesù e ad infierire contro quell’Uomo vero Dio? I giudizi, le condanne, i rifiuti, le ostilità, le congiure non si sono ancora placati. Gesù non viene accettato, non viene creduto, non viene amato. Anche i suoi segni e le sue immagini vengono disprezzati e sostituiti con autentiche oscenità dallo spirito umano. I cristiani tacciono o si presentano sempre tolleranti verso tutti e tutto. Gesù viene spogliato, flagellato, schiaffeggiato, sputato, coronato di spine, crocifisso dai tribunali degli uomini e dai poteri umani. È una triste storia che continua ancora oggi!

 Ma fin quando andrò io errando come naufrago nel mare delle ingiustizie e non mi legherò all’albero della croce ornato con la porpora del mio Re? Voglio, mio Signore, stabilirmi totalmente in te che sei verità, giustizia, amore, pace.

Cammino quaresimale tratto da “Quaresima: fissare lo sguardo in Gesù di don Nicola Giordano – Edizioni Viverein

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